Stefania Ferrari

Mondi straordinari si spalancano, universi luminosi e perpetui, culla di nascita e morte, creazione e distruzione, in una eterna danza di energie. Si inseguono, instancabili, i simboli stellari dello Zodiaco, mese dopo mese, anno dopo anno, inconsapevoli del loro potere e del loro significato di era in era.

Tutto ciò vive e pulsa, in un palpito cosmico racchiuso in una tela, grazie ai dipinti di Anna Paglia. Seguendo le tracce del movimento Surrazionale, i suoi pennelli si sono spinti oltre l'universo conosciuto, immaginando e ritraendo galassie, nebulose splendenti, scintillanti vie stellari che l'occhio anela di incontrare e che ora sono quantomai reali. Attraverso la fluidità della pennellata, la pittrice si è fatta elemento creatore di altri possibili mondi, in cui altre civiltà nell'immaginario possono nascere, crescere o estinguersi, nel costante e inevitabile scorrere del Chronos, che tutto consuma.

Perché le galassie? Per una volontà di esplorazione, nel campo dell'arte e in quello della psiche, vista come turbinio di emozioni, anche contrastanti, vista come parte eterea dell'umano, intangibile e celeste, in mutazione continua. Un cammino di maturazione pittorica e personale che si evidenzia tramite queste opere, incanto alla vista, con giochi di luce pennellata e fisicamente diffusa tramite led.

La creatività umana che sfida la creazione ultraterrena, che appartiene al mistero, all'insondabile, al divino.Anna Paglia ha così deciso di intraprendere questo incredibile viaggio alla scoperta dell'universo che non è fuori, ma all'interno di sé, incontrando parti insospettabili e di grande meraviglia e delle quali nemmeno lei, forse, conosceva l'esistenza. Queste galassie dai colori luminescenti, dall'aspetto vorticoso, eppure all'apparenza placido e immobile, esistevano nella sua mente e, ora, anche nella nostra perché, pur non essendo stati testimoni della loro genesi, lo siamo della loro essenza. Guardando i quadri, siamo compartecipi di tale creazione, le trasmettiamo ulteriore energia per continuare l'impetuoso cammino.

Che destino avranno queste intime galassie? Cosa trasformeranno e in che cosa? La loro mappa è forse tracciata tra le stelle che compongono lo Zodiaco, che sin dall'antichità per molti è legge del fato, che dispone e predispone, che muove i fili umani e ne determina la fortuna o la caduta. Differente versione delle Moire e delle Parche, i dodici simboli si alternano nel cielo e nelle tele di Anna Paglia, che ne ribadisce il fascino esercitato, il potere sull'immaginario e, per molti, anche nel reale.

Sono illusione e sono realtà, nelle sue opere, che rinnovano lo stupore e il timore umano di fronte a ciò che non si conosce.

Anche nell'era dei satelliti, questi simboli atavici stendono il loro influsso immutato nei millenni, guardati con trepidazione e reverenza, interrogati quali oracoli per individuare la via da seguire. Tuttavia, Signore del Creato e in omaggio a Raffaello, ecco un Gesù Trasfigurato,  che in sontuoso trittico domina e cattura gli sguardi, rinnovando il timor di Dio che si dilata e diffonde tra pigmenti di colore profondo, infinito, immortale e tuttavia amorevole e pietoso.

Il sacro e l'immenso di compenetrano, in un'estasi pittorica che coinvolge anima e mente, corpo e parvenza. La potenza dell'arte mostra qui tutte le sue prerogative di guida spirituale e intellettuale conducendo, quale multiforme Virgilio, attraverso mondi inaccessibili ai mortali e tuttavia innanzi agli occhi.

Stupore e desiderio si confondono, rendendo l'osservatore famelico di sapienza e di avventura, di viaggio e di scoperta, in un anelito di saggezza proveniente dall'immenso e dall'interiore che, incredibilmente, si sfiorano, generando la vita come da tocco divino.

Rifulgenti sentieri cosmici colpiscono senza ferire, anzi, producendo incomparabili incipit di sottili guarigioni, mescolandosi ai colori che paiono non appartenere a questa dimensione della realtà.

L'abilità artistica di Anna Paglia ha reso in maniera impeccabile tutta la bellezza di questo creato palese o immaginario, ricorrendo ad artifici pittorici che rendono i soggetti estremamente reali.

Ha fatto di se stessa la lente telescopica puntata verso mondi interiori, che riflettono una personalità di incessante, turbinosa, luminosità.

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© 2018  by Marcel 

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